Il Design narrativo: Interni da leggere | #StoriediDesign di DSforDESIGN

Storie di Design_DSforDESIGN

Nasce «Storie di Design», la rubrica che esplora spazi, arredi, luci e progetti abitativi con le visioni del Racconto.

In occasione del Salone del Mobile 2016, l’evento mondiale per questo settore, inauguriamo #StoriediDesign, uno spazio per racconti, interviste, reportage, dirette, ispirazioni e insight sul mondo del Design italiano.

Questo spazio narrativo, sperimentale è frutto della nostra visione e  non è sponsorizzato da nessuno.

Ogni giorno, abitiamo Progetti: spazi, oggetti, luci, arredi, installazioni, colori, decorazioni. Ogni giorno, abitiamo un’idea di Design che è stata accolta, amata, vinta, studiata e realizzata, e che è diventata la scenografia della nostra vita.

Ogni progetto abitativo è introspezione, interpretazione di un desiderio e di un’esperienza. E mettendo in mostra i nostri mondi, gli spazi e gli oggetti che scegliamo di abitare diventano viaggio, incursione interiore, memoria, racconto, Visione: Storia, la nostra.

L’Architetto, il Designer, sono mestieri imparentati con l’incantesimo della rivoluzione e del mutamento. Le loro creazioni sono il risultato estremo, e meravigliosamente libero, dell’Arte che sceglie di ammutolirsi, e che, nell’assenza di vocalità, diventa “Forma”, partitura di “Corpi” muti. Ma il suo silenzio, seppure così radicale, è solo apparente.

Come tutta l’Arte, il Design è un Gioco che provoca scompiglio: mossa, una sedia è capace di dondolare, “suona”, provoca in noi uno squarcio, ci mette in relazione con uno Spazio, interiore, esteriore; osservata, ci scuote con un ricordo, un’incursione temporale dentro noi stessi; fotografata, può diventare un’altra, un’altra sedia, un altro oggetto, se non addirittura un “Altro” incorporeo, che poi è l’emozione; evocata in un racconto narrativo, è traduzione, materiale e immaginifica, della voce interiore di un personaggio o di ciò che chiamiamo “realtà”.

L’identità “formata” e apparentemente immutabile degli spazi e degli oggetti di Design, è dunque soltanto una finzione provocatoria.

Abitato dalle nostre esistenze, dalla nostra Presenza (Corpo tra i Corpi), agitato dal suono, dall’immagine, dalla fotografia, dalla video-animazione, dal racconto dei protagonisti del settore (come sta accadendo nel Corporate o Design Storytelling), scosso dal linguaggio e dalla scrittura (come da sempre accade nella Letteratura, madre delle Invenzioni d’Interni),

uno spazio, un oggetto di Design riesce ad oltrepassare i suoi confini formali per diventare “simbolo”, metafora di un Altro-da-sé, un Altro sottile, aereo e tonante: l’emozione, la Sensazione.

È a questo punto che il gioco del Design come Arte ci gioca, e produce una Relazione viva: la sedia su cui siedo è se stessa, col suo insieme di dettagli materiali e funzionali, e contemporaneamente è una Storia, la mia, struttura potenzialmente infinita di dettagli intangibili.

“Abitata da me”, la sedia su cui siedo è contemporaneamente legno ed evento interiore: diventa un altro modo di essere “Io”. D’altra parte, “io che la abito” qui, adesso, sono io e contemporaneamente sono legno: anch’io muto, e divento queste venature, questo silenzio che chiamo “sedia”. L’incantesimo della rivoluzione è avvenuto, e il Design ci ha giocato con la sua finzione magica, mescolando tutti i ruoli, tutti i corpi, le Presenze.

Digital Strategies for Design, nella sua azione di Laboratorio di consulenza digitale dedicato all’universo del Progetto, nel suo obiettivo di studio e verifica di linguaggi che possano promuovere la comunicazione contemporanea del lavoro del Designer, dell’Architetto e di chi realizza i loro progetti, avvia «Storie di Design».

Storie di Design: un contenitore di brevi racconti creativi che inseriscono gli spazi, gli arredi, le luci nell’intreccio di vicende e visioni, reali e immaginarie, di personaggi più o meno reali e immaginari.

L’operazione di accompagnare la formalità perfetta del mondo del Design col “chiasso” della scrittura, delle Storie, non desidera affatto violare il suo silenzio, ma al contrario intende far “animare” la sua presenza, già viva, con altre presenze vive.

L’obiettivo, è di esplorare sul campo un intreccio di mondi sempre più liquidi e contaminati (l’Interior Design con la Narrativa, l’Architettura con la Letteratura, lo Spazio con la Scrittura, l’oggetto con il suono), infilarsi dentro un certo modo contemporaneo di “abitare”, dove i confini tra interno ed esterno svaniscono, ed è quello di verificare una certa idea di “progettazione”, intesa come operazione primitiva, o metafisica, che più che rifugi e strategie, escogita “esseri mobili”, vivi, in bilico.

#StoriediDesign | La raccolta

#1 LA SMORFIA. QUANDO LE COSE, CAMBIANO | ispirazione Achille Castiglioni > leggi la storia

#2 LE CAPRIOLE, E LA VERTIGINE | ispirazione – Gaetano Pesce> leggi la storia

#3 GLI ABISSI DEL CAFFÈ, E LE BARCHE | ispirazione – Aldo Rossi > leggi la storia

#4 CERCHI ROSSI DI NUVOLE| ispirazione – Vico Magistretti > leggi la storia

#5 LA SEDIA| ispirazione – Marco Zanuso > leggi la storia

 

Valentina Chiefa

Lo staff di DSforDESIGN
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