La sedia | #StoriediDesign di DSforDESIGN

Protagonista del racconto, un mito intramontabile del design: Celestina, la sedia pieghevole reinterpretata da Marco Zanuso per Aurelio Zanotta, 1978

Quando arriva al bar, Anna ha smesso di pensare, e pure il cielo.
Si dirige verso l’ultimo dei tavolini liberi, fuori, dove Giugno si fa attendere insieme al silenzio della città stretta dal caldo.

Chi si siede si mette a posto e si ferma, si abitua e si arrangia, invece Anna piega il busto sullo schienale, si fa abbracciare dal cuoio delle due doghe e, curiosa, allarga gli occhi sulla strada.

Andature diverse coprono il marciapiede, e inventano uno spettacolo muto di storie.

Uno legge migliaia di libri, poi basta una sedia. Pochi secondi di esperienze che ci sfrecciano davanti, racconti muti che, in noi, possono diventare interminabili. Scendono e montano di nuovo sul marciapiede, accelerano per portarsi in avanti, e sono un ragazzo, lo zaino incurvato sotto una cresta di capelli imbronciati, sono due donne bianche e altere, le cuffie tese, in equilibrio tra l’orecchio e il telefono che la mano fa gesticolare insieme alle voci.
Anna osserva.

Un venditore ambulante ha il viso coperto dall’umidità della corsa, le rose strette in una mano che confonde i petali, li fa cadere, uno ad uno.
Intanto, lento, un vecchio accende il sigaro. Con incedere sicuro incolonna di fumo il margine interno del marciapiede, sulla spalla l’impermeabile chiamato dalla pioggia di stamattina, e gli occhi perduti dentro un pensiero che lo fa annuire con la testa, su e giù. Su, giù, la regolarità ostile di chi è costretto a fare i conti con l’inaspettato, con una decisione da prendere al volo. Il volo di una passeggiata.
Accanto a lui, gioiose, passano mani e braccia di bambina, in un lampo che si tende in avanti per correre, non contare niente, correre senza fiato. E senza fiato urta la gamba di una ragazza che sorride, facendola quasi cadere. Lei però non cade e continua, sorride.

Anna osserva, beve il caffè e si alza.
Afferra la sedia e la piega per trasportarla da un lato all’altro del tavolo, velocemente. Con ostinata precisione sceglie dove e la accosta, e si risiede, lenta, con le sopracciglia tese come il vecchio, gli occhi liquidi sul nuovo scorcio di strada, nuovi profili. Le mani alle estremità del sedile, Anna adesso siede come una bambina, sorride come la ragazza della strada.

Perché Anna, mentre cerca il silenzio, cerca tracce di te. Il dentifricio allentato sul comodino, il suo buio allargato da mesi dentro la tua stanza, il letto disfatto e i quaderni.

Voltati, Anna. Improvvisamente la pioggia, Giugno che non arriva, arrivi tu.

***

SCHEDA TECNICA

Le caratteristiche “reali” della sedia Celestina che hanno reso possibile “la fantasia” del Racconto:

  • Essenziale, adattabile ad ogni contesto: struttura in acciaio, brunito, cromato o verniciato.
  • Comoda: sedile e schienale in listelli di nylon rivestiti in cuoio, elastico e morbido.
  • Pratica: leggera, pieghevole, facilmente trasportabile.
  • La sua radice archetipica di “sedia”: luogo privilegiato da cui osservare il mondo.

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Valentina Chiefa

Lo staff di DSforDESIGN

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